Acqua del Gran Sasso: ieri l’audizione in Consiglio regionale Si è tenuta ieri l’audizione di comitati e associazioni in Consiglio Regionale in merito alla situazione dell’Acqua del Gran Sasso. Per la Giunta regionale era presente il vice presidente Giovanni Lolli. «Finalmente abbiamo appreso – viene riportato in una nota stampa inoltrata alla nostra Redazione – che il tema dell’allontanamento delle sostanze chimiche pericolose, 2292 tonnellate, è stato posto formalmente dalla Regione ai laboratori di fisica».

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«Si è tenuta ieri l’audizione di comitati ed associazioni in Consiglio Regionale presso la seconda commissione presieduta dal Presidente Pietrucci. Per la Giunta Regionale era presente il vicepresidente Lolli. Come Mobilitazione per l’Acqua del Gran Sasso abbiamo consegnato copia dell’ultimo esposto depositato in Procura ed evidenziato le molteplici inadempienze ed omissioni che hanno contraddistinto la vicenda», comunica una nota stampa inoltrata alla nostra Redazione.

 

«Finalmente abbiamo appreso da Lolli che il tema dell’allontanamento delle sostanze chimiche pericolose, 2.292 tonnellate (1.000 di acqua ragia nell’esperimento LVD e 1.292 di trimetilbenzene dell’esperimento Borexino) è stato posto formalmente dalla Regione ai laboratori di fisica. Dopo quasi due anni di iniziative sul tema da parte dei cittadini anche gli enti hanno capito che non è possibile insistere in una palese violazione di legge».

 

 

«Altro aspetto fondamentale emerso oggi è il riconoscimento, richiesto anch’esso a gran voce dalla Mobilitazione, che il Gran Sasso deve essere visto come un unicum dal punto di vista idrogeologico, un’unità di gestione. Quindi tutta la storia dei 200 metri non ha ragion d’essere e va superata ampliando per chilometri le aree di rispetto attorno alle captazioni in cui non possono insistere centri di pericolo».

 

 

«Infine Lolli ha chiarito il percorso che la regione intende attuare per il finanziamento degli interventi infrastrutturali, per i quali è indispensabile l’intervento dello Stato in considerazione dei costi, escludendo comunque nuove perforazioni ed interventi invasivi. Inoltre ha precisato che da oggi gli studi e i documenti progettuali sono pubblici. Pertanto come Mobilitazione daremo ulteriori elementi di merito non appena avremo letto la documentazione».

 

 

«I consiglieri hanno evidenziato l’importanza di assicurare trasparenza e partecipazione dei cittadini, altro aspetto fondamentale. Ci pare che finalmente almeno le principali questioni siano state messe a fuoco, ora bisogna operare nella direzione indicata. Sarà un percorso faticoso che durerà anni. Per questo la Mobilitazione continuerà a dare il suo contributo in ogni sede per tutelare l’acqua di 700.000 cittadini e un patrimonio ambientale unico», conclude il comunicato.

 

 

 

Fonte: Segreteria H2O

Foto di: abruzzolive.it