Detenuti al lavoro per il bene della collettività, stipulato protocollo d’intesa proposto dal presidente del Tribunale Forgillo Detenuti, magistrati, sindaci, Carcere e personale contribuiscono al buon funzionamento. Ecco lo spirito sotteso al progetto promosso dal presidente del foro di giustizia Forgillo: collaborando tutti insieme si può fare qualcosa per il reinserimento dei detenuti nella vita quotidiana, consentendo loro di rendersi utili alla società.

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Proposto dal Presidente del Tribunale, il dottor Eugenio Forgillo, subito condiviso dalla locale autorità carceraria, in persona della dottoressa Anna Angeletti, è stato stipulato un protocollo d’intesa che consente ai detenuti condannati a pene brevi di scontarne parte lavorando in favore della collettività. Consiste nella prestazione di attività non retribuita in favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le Regioni, i Comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato.

Già da tempo promossa dal Tribunale, la convenzione è stata sottoscritta da molti Comuni della Marsica, nonché dalla Croce Rossa, che l’hanno utilizzata impiegando i detenuti per prestazioni di lavoro in opera dell’ambiente, del patrimonio pubblico, ivi compresa la manutenzione, gestione e pulizia di siti e strutture comunali, nonché beni mobili e immobili, compresi giardini, ville e parchi, le loro pertinenze, arredi, attrezzature, impianti e servizi, di tutela della fauna e della flora, di prevenzione del randagismo e di tutela degli animali, per finalità di protezione civile e soccorso alla popolazione di caso di calamità naturali, tutela del patrimonio ambientale e culturale, ivi compresa la collaborazione di musei e gallerie, altre prestazioni di lavoro di pubblica utilità pertinenti la specifica professionalità del condannato e del richiedente ex art.168 bis c.p. e art. 464 bis c.p.p., ivi comprese attività di archiviazione atti e documenti, smistamento posta e notifiche, fotocopie e smistamento documenti. Oggi detta intesa è stata ora ulteriormente perfezionata con l’aggiunta del lavoro proprio presso quell’istituzione che ha emesso la condanna. E’ un modo alternativo di espiazione della pena che tende in qualche misura a ridurre i costi del mantenimento in carcere in vista del ben più consistente obiettivo di reinserimento del condannato nella vita lavorativa ed onesta. Garantita la copertura assicurativa grazie al sempre squisito apporto istituzionale della Croce Rossa, in persona della professor Letta, il progetto, previa approvazione Ministeriale e del competente Magistrato di Sorveglianza, vede immediatamente coinvolti 2 detenuti, che hanno il compito di supportare il personale di cancelleria addetto nella riorganizzazione degli archivi dell’ufficio giudiziario, contribuendo a migliorare gli standard di efficienza, sia pure nel pieno rispetto della privacy.

Col prezioso apporto contestuale del Sindaco di Pescina, sensibile ai problemi del reinserimento in quanto contemporaneamente operatore dell’ambiente carcerario, sarà anche possibile realizzare il trasloco immediato di molti documenti nell’archivio satellite dislocato presso l’ufficio del giudice di pace di quella città, con conseguente ottimizzazione degli spazi. In un prossimo futuro si potrà programmare la digitalizzazione degli atti più importanti, contribuendo alla dematerializzazione. Si apre una nuova pagina di efficienza per l’ufficio giudiziario marsicano, dimostrando che operando tutti coesi solidarietà e buona amministrazione possono coesistere a costi irrisori.

Fonte: Tribunale di Avezzano

Foto di: Tribunale di Avezzano