VIDEO. Garante dei Detenuti in Abruzzo: è tutto da rifare col bando, ma si rischia di andare oltre le elezioni di primavera Si torna a discutere, anche in questa sede, della figura del Garante dei Detenuti, ruolo cardine per la vita da allontanare dalla morte all'interno delle carceri dell'Abruzzo. Secondo il dettato della prima legge istitutiva del Garante, risalente al 2011, esso è eletto dal Consiglio regionale ed opera in un regime di piena autonomia.

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«Il governatore D’Alfonso – avverte Braghini tramite questa redazione nell’intervista – ha avuto un atteggiamento prevaricatore, perché sin dalle prime sedute ha subito imposto un nome, chiudendo, così, ogni possibilità di dialogo ed interrompendo anche le votazioni che si stavano già facendo, quando ha visto che il nome che lui proponeva non veniva nominato attraverso la votazione della maggioranza dei 2/3 tra i consiglieri, così come indicato dalla Legge istitutiva della figura. In realtà, – esprime il presidente di ‘Antigone Abruzzo’, l’avvocato Salvatore Braghini – il Consiglio regionale, nell’essenza dei Capigruppo, aveva ascoltato anche altri cinque candidati, in varie sedute, ma su questo punto il presidente della Giunta è stato a dir poco irremovibile. La modalità di abbassamento del Quorum utile per eleggere il Garante,  ritengo che vada nella direzione di agevolare questa candidatura e, secondo noi partecipanti che abbiamo proposto di rieffettuare il bando, non è un metodo democratico, quindi contestiamo questa operazione del procedere, perché, innanzitutto, ribadisco che l’Organo di Giunta non dovrebbe mai interferire su una scelta che è una prorogativa del Consiglio regionale e i consiglieri dovrebbero esprimere liberamente il proprio voto in base ai semplici curriculum».