VIDEO. Una Legge regionale per il Soccorso Alpino e speleologico d’Abruzzo, Di Nicola: «Dal dramma rinasciamo più forti» Non usa mezze parole o mezze misure, il presidente della prima Commissione Bilancio in Regione Abruzzo, il consigliere Maurizio Di Nicola, sull'importanza che riveste e che ha sempre rivestito il Soccorso Alpino e Speleologico nella Regione dal cuore verde d'Europa. Recentemente, è stato presentato un progetto di legge ad hoc che mira a rafforzare la loro solidità sul territorio montano.

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L’Abruzzo è popolare per il suo volto naturale. Un volto aspro ed arcigno, talune volte, ma, talaltre, tanto fascinosamente ammaliante. Un volto deturpato dai lutti. Un volto che deve essere vendicato. «Da presidente della Commissione Bilancio della Regione Abruzzo avverto ed affermo che non è il caso di frenare le attività di sostentamento per quanto riguarda una delle spine dorsali della sicurezza in montagna, in questo frangente il Soccorso Alpino in Abruzzo», queste le parole vitree e trasparenti del consigliere regionale Maurizio Di Nicola, a seguito della deposizione del progetto di legge. Grande attenzione, quindi, da parte della Regione in merito alla corona d’oro (e turistica) dettata dalle montagne dell’Abruzzo; una corona, spesso, pungente, però, se non ben calcolata.

Non a caso, l’assessore Silvio Paolucci, assieme al consigliere regionale Pietrucci e al presidente della Commissione Bilancio della Regione, Maurizio Di Nicola, hanno depositato il progetto di Legge finalizzato proprio a migliorare e a potenziare ulteriormente l’attività del Soccorso Alpino e Speleologico abruzzese.

«La nostra montagna – ha detto Di Nicola – ha questa particolarità, che può, cioè, essere sciata e, nel frattempo, offrire una sorta di balcone innevato vista mare. Trasmettere a tutti i potenziali turisti in Italia e nel Mondo che, sui nostri monti, sono a disposizione tutte le misure di sicurezza del caso era importante ieri, ma è ancor più importante oggi, a seguito di questo burrascoso mese di gennaio trascorso. Oggi, infatti, questa condizione è divenuta indispensabile. Dovremmo, comunque, a mio avviso – ha aggiunto – affiancare a questo elemento di soccorso, anche un iter di miglioramento della condizione attuale e strutturale dei nostri edifici. Mi veniva, qualche giorno fa, da pensare, infatti, ad un motto da offrire alla comunicazione pubblica nazionale ed internazionale di questo momento: nel dramma, cioè, noi abruzzesi siamo diventati più forti.

«Mi verrebbe, inoltre, da lanciare come immagine d’impatto per la promozione del nostro territorio un edificio nuovo, strutturato secondo i criteri e i crismi antisismici migliori di adesso, in moto tale da trasmettere anche all’esterno ed attraverso il motore visivo l’idea che l’Abruzzo è una terra che punta alla massima sicurezza. Dal 2009 ad oggi, abbiamo sofferto uno spopolamento dal punto di vista degli abitanti che hanno scelto, via via, di spostarsi verso la costa o, molto spesso, fuori Regione. Contestualmente, abbiamo vissuto anche un raffreddamento dell’attenzione vissuta da parte degli operatori turistici esteri e italiani verso la nostra Regione; con molta franchezza, dobbiamo dirci che oggi un problema c’è, ma che è anche un problema che può essere risolto».