Che lingua parla la Marsica? All’Umami di Avezzano l’appuntamento con i dialetti Ci sarà domani, alle 17 e 30, l’incontro dal titolo ‘Quante sono le Marsiche? Uno sguardo dall’osservatorio dei dialetti’, al Restaurant Cafè Umami di Avezzano. Relatore dell’evento, organizzato dall’Associazione culturale Avezzan’Europa, sarò il professor Francesco Avolio, docente di linguistica all’Università degli Studi di L’Aquila.

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Tutto il mondo è paese, ma paese che vai usanza che trovi. Sembra essere questa la sintesi, coincisa ma d’effetto, riguardante le molteplici realtà dialettali della Marsica, che cambiano al variare delle coordinate geografiche prese ad esempio. In base alla parlata locale di ciascuna zona, presente nel comprensorio marsicano, infatti, sembrerebbe avere di fronte uno scenario frammentato, composto non da una sola Marsica. Sarà questo il tema conduttore dell’incontro organizzato nella sala convegni del Restaurant Cafè Umami, sito in via Gramsci, ad Avezzano. L’appuntamento è previsto venerdì 17 marzo, quando le lancette dell’orologio scandiranno le ore 17 e 30 in punto.

‘Quante sono le Marsiche? Uno sguardo dall’osservatorio dei dialetti’, questo il titolo della conferenza stampa in programma, dunque, nel locale avezzanese. Relatore dell’evento, in cui si racconterà la storia dei dialetti e ci si soffermerà sulle differenze sintattiche, piuttosto che semantico-lessicali, caratterizzanti le varie parlate della zona, sarà il professor Francesco Avolio, docente di linguistica italiana all’Università di L’Aquila.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione culturale Avezzan’Europa, che si occupa costantemente di collaborare e di contribuire alla crescita delle tradizioni storiche, artistiche e culturali della città. L’ingresso è libero.

Non resta, quindi, che prendere parte a un incontro in cui, insieme, si dibatterà sulla comunicazione quotidiana, di cui ognuno è produttore e protagonista. Una comunicazione spesso soggetta a codici diversi, quali quelli ereditati da chi, prima di noi, ha abitato quelle stesse terre ora popolate da moderni uomini, i quali, però, non permetteranno mai la morte del caro vecchio dialetto.

 

Foto di: youtube.com