Stamattina la riunione per la salvezza dei Tribunali, Colucci: «Presentate varie proposte dai quattro Fori» Lo ricordiamo: sono quattro i fori cosiddetti non provinciali o minori che, in Abruzzo, sono stati soppressi in base all'ultima norma nazionale di riordino della Giustizia. E cioè le sedi di Avezzano, Vasto, Lanciano e Sulmona. Questa mattina, a L'Aquila, l'ultima riunione prima dell'invio del documento finale a Roma, all'attenzione del Ministro della Giustizia Bonafede.

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A L’Aquila ci si è stretti le mani vicendevolmente, in attesa, però, che parli Roma. Questa mattina, ultimo giro di boa per quanto concerne la sorte, ancora in forte bilico, vista la scadenza dell’ultima proroga, dei quattro tribunali minori della Regione Abruzzo, soppressi già dal 2014 in base ad una visione nazionale di riordino della giustizia logistica, in fatto di sedi e di numeri. La commissione regionale pro Tribunali, guidata e presieduta dal presidente del Consiglio dell’Abruzzo Giuseppe Di Pangrazio, si è riunita proprio per dare atto all’approvazione formale e ufficiale, nonché finale, del documento ‘salvezza’ che verrà spedito a Roma, all’attenzione, ovviamente, del Ministro alla Giustizia del Governo Conte, Bonafede.

«Abbiamo presentato questo lavoro in forma ufficiale, con tutti i presidenti dei fori di giustizia che rischiano di essere chiusi per sempre. Essenzialmente, attraverso la carta, si richiede al Governo la salvezza di tutti e quattro i Tribunali – afferma così il presidente dell’Ordine degli avvocati della Marsica, Franco Colucci, referente per Avezzano, a margine dell’incontro fondamentale odierno – e si dichiarano le varie proposte da poter prendere in esame ai piani alti. Ricordiamo – aggiunge – che le sedi di Giustizia di Lanciano e Vasto hanno presentato una proposta all’unisono di unione fra i due Tribunali. La città di Sulmona, invece, dal canto suo, ha lanciato l’idea di voler creare un nuovo assetto giudiziario in Regione Abruzzo, predisponendo delle macro-aree. Il foro di Avezzano concorre con i suoi numeri elevatissimi di operato, evidenti e sotto gli occhi di tutti».

Il Tribunale nostrano è stato anche definito come una vera e propria roccaforte di giustizia di frontiera e di contrasto alla criminalità organizzata, diffusa, comunque, nella Marsica, per via di tanti focolai attivi di illiceità, come ad esempio il Fucino, così come dimostrato dalle inchieste e dalle cronache riportate in Procura e sui giornali. «Vi è poi l’estrema ratio di gestione condivisa e sperimentale del Tribunale con i Comuni del circondario. Sono 37, infatti, i sindaci dei Comuni marsicani che hanno approvato la famosa delibera unificata con la quale l’Ente comunale si dichiara disponibile a supportare le spese di sopravvivenza – dice poi Colucci – del Foro di Giustizia stesso, qualora questo sia possibile, ovviamente, attraverso il sì del Governo centrale. Saremo soddisfatti solo quando saremo salvi». A 10 mesi di lavoro della Commissione, si chiudono, perciò, adesso i giochi della raccolta e della ricerca. Ora tocca alla politica.

Foto di: Rete8