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Torna la fede nel fuoco sacro: al via i festeggiamenti per il culto immortale di Sant’Antonio Abate nella Vallelonga

Poter contare sulla benevolenza di un Santo amico, fa sempre bene, soprattutto oggidì, in tempo di crisi di valori spirituali e parallelamente all’avvento indiscriminato di tradizioni social ed eventi web. E se il Santo amico è proprio lui, Sant’Antonio Abate, protettore degli animali domestici e ufficiale difensore delle anime degli uomini dalle fiamme dell’inferno, allora il calice di vino che viene ogni anno innalzato al cielo, a mo’ di festeggiamento, acquista tutta un’altra importanza.

Da questa sera, di fatti, partiranno ufficialmente, nella zona storica della Vallelonga marsicana, le canoniche celebrazioni relative alla festa dedicata al culto del Santo, previste per oggi e per domani, 17 gennaio. La festa di Sant’Antonio Abate l’ha apostrofata bene il sindaco di Collelongo, Rosanna Salucci, definendola una “Una notte d’altri tempi” e ringraziando, contestualmente, il comitato, il parroco, la banda e tutti coloro che hanno contribuito, nel bene, alla realizzazione finale della festa popolare, con le classiche e formidabili “cuttore”. La cottora è, di fatti, una grande caldaia in rame, entro la quale viene cotto il granoturco, poi distribuito gratuitamente ai fedeli pellegrini.

I festeggiamenti incominceranno alle ore 16 del pomeriggio, a Collelongo e negli altri paesi limitrofi, ossia Trasacco e Villavallelonga.

50076749_736350846744965_7341143855363784704_n (1)Una festa, in realtà, che si snoda tra il ramo del sacro e quello del laico, visto che vi è una ricca alternanza di momenti di fede estrema e di preghiera e attimi più vicini ad inni di gioia popolare, come la consueta accensione dei fuochi, o la rituale Panarda, ossia il banchetto dell’abbondanza, presente a Villavallelonga. Trasacco, Collelongo e Villa, per l’appunto, sono chiamati, in questi due giorni, a stare sull’attenti da una celebrazione antichissima, da sempre facente parte del DNA più vero e genuino della terra nativa. La notte è il momento maggiormente di spicco: i visitatori e i turisti potranno affacciarsi, come golosi curiosi, nelle case aperte delle famose “cuttore” (antiche abitazioni spalancate per il pubblico in cui gli ospiti potranno assaggiare leccornie casarecce tra i paesani e i ben noti “cicirocchi”), il tutto sotto il tetto simbolico dell’abbondanza propiziata. 

La festa potrà, inoltre, essere goduta anche in diretta streaming grazie al supporto tecnico e tecnologico di WiTel.it, presente con le sue telecamere al sito: https://www.witel.it/collelongo/. Inutile non ribadire come sia la gentilezza della popolazione locale il vero asso nella manica e il reale salto in più di una celebrazione di questo tipo, condensata in appuntamenti religiosi e più attaccati alle radici territoriali: alle ore 17 di oggi, si terrà la santa messa vesperina, mentre alle ore 19 sarà prevista la tradizionale accensione dei torcioni. Dalle 21, inoltre, partirà la processione per le vie dei paesi, con la benedizione delle “cuttore”.

Domani, giovedì 17 gennaio, invece, ampio spazio verrà prestato alla mattina, con la prosecuzione dei festeggiamenti solenni. Vi sarà, cioè, la degna distribuzione dei “cicerocchi” ai visitatori, ossia del granturco cotto nelle “cottore” nottetempo, un’operazione, questa, che vedrà la luce proprio assieme allo spuntare dell’alba; verso le 6 del mattino, infine, da ogni “cottora” uscirà una ragazza “rescagnata” (vestita in costume tradizionale antico) che indosserà, poggiata sulla propria testa, una conca addobbata con riferimenti alla vita e alle opere del Santo festeggiato.

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